Presentato esposto contro l’avvocato Michele Gallucci.

da | Mag 17, 2020 | Il caso SDL Centrostudi SPA, Legalità | 0 commenti

L’avvocato e la prova dei social network
Usate i social in modo intelligente.
Raccomandazione per gli avvocati: se non sapete usare i social network, ASTENETEVI!
Una storia di ingiustizia e accanimento che sta subendo un cliente dal suo ex avvocato Michele Gallucci e l’uso improprio dei social nella professione forense.

Denunciare è un dovere di ogni cittadino

L’organizzazione per la tutela dei diritti SOS Difesa Legalità, il 3 aprile, ha presentato un esposto nei confronti dell’avvocato Michele Gallucci presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino nella speranza che l’Ordine indaghi e qualora ravvisi degli illeciti disciplinari, provveda a sanzionare l’avvocato per comportamenti molesti, sconvenienti e spadroneggianti perpetrati anche a mezzo social network nei confronti di un ex cliente.

Chi mi conosce anche poco, sa che odio i litigi e non sopporto presentare denunce a vanvera senza documenti reali, altrettanto le prevaricazioni da parte degli arroganti mi mandano in bestia.
Giusto quindi sottolineare che l’azione si è resa necessaria in quanto, in spregio al buon senso civile, al decoro della professione forense e vissuta, documentata come prepotenza ho ritenuto di procedere nel segnalare l’accaduto all’ente competente.

Cito un antico proverbio:

“se una persona inciampa, la colpa non è della pietra che ha provocato la caduta, ma di chi è passato prima e, pur essendo inciampato anch’egli, non l’ha tolta.”

Il fatto oggetto della denuncia

Il compito di un social manager è quello di monitorare le pagine che amministra.
Il 19 marzo, come al solito controllando la pagina Facebook di SOS Difesa Legalità, mi trovo dei nuovi commenti sotto due vecchi post da parte dell’avvocato Michele Gallucci che era un professionista convenzionato con la SDL Centrostudi.

Ho trovato commenti sotto un primo post Facebook SOS Difesa Legalità commenti di Michele Gallucci nr 1 relativamente all’articolo “SDL Centrostudi: maxi-esposto contro gli avvocati e i dirigenti dell’azienda.” scritto in gennaio u.s. e relativo all’esposto incardinato a livello nazionale da ADICONSUM Padova e Rovigo verso tutti gli avvocati convenzionati e collaboratori della SDL Centrostudi di Mazzano (BS). Il giorno dopo, l’avvocato si è attivato per la cancellazione degli stessi, ma è tardi, il giorno dopo è sempre troppo tardi per i social; cancellare i commenti è inutile, ovviamente li avevo salvati, così sono stati allegati all’esposto depositato al Consiglio dell’Ordine.

Altri commenti sono ancora pubblici e visibili nel secondo post Facebook SOS Difesa Legalità commenti di Michele Gallucci nr 2 relativo all’articolo “Tribunale di Trani condanna gli avvocati di SDL Centrostudi.” redatto nel settembre 2019, ed è su questo post che avviene ciò che nessun serio social manager vorrebbe veder apparire sulle proprie pagine.
Sì, perché va detto, ogni volta che nei commenti di una pagina social scoppia una “bagarre” tra utenti, i toni si accendono e per noi amministratori doppio lavoro di controllo e di richiamo nel cercare di riportare l’educazione in primo piano, cercando di evitare la censura, traduco: una grande rottura di scatole.

L’Avvocato Michele Gallucci inizia quindi a commentare l’articolo, prima cercando di indurre il dubbio negli utenti che la sottoscritta avesse dato informazioni errate in merito alla sentenza oggetto dell’articolo, successivamente intrattiene un “botta e risposta” con un altro utente ed è qui che si inizia a scadere, anzi direi si decade tra le rovine delle regole base del Codice Deontologico Forense che un avvocato dovrebbe essere chiamato ad osservare scrupolosamente.

L’avvocato Michele Gallucci dopo aver espresso la sua opinione discutibile in capo all’uso dei social network, cito: “…Signora Betti siamo su un social quindi ci si diverte e si gioca…per le questioni serie vi sono i Tribunali.”, nel perverso gioco di chi deve avere sempre l’ultima parola risponde all’utente che aveva commentato:
“M.G. tanta ma tanta fortuna” , risposta dell’avvocato “C.P. anche per la sua casa”, e ancora “C.P aspetto la sua causa per responsabilità professionale nei miei confronti…non mi faccia attendere troppo perché è dal 2017 che mi diffida…il sinistro è già aperto..”

Non potevo crederci! Non erano solo commenti dal tono sgradevole e sarcastico ma, hanno sollevato in me anche dei sospetti, quindi ho voluto cercare informazioni sull’utente C.P. per capire la provenienza di quell’astio.

SDL Centrostudi e l’avvocato convenzionato Michele Gallucci, la storia della battaglia giudiziaria scatenata contro un loro ex cliente.

Questa storia, se non rappresentasse dramma e tragicità di una vita privata e familiare totalmente stravolta, presenterebbe connotazioni che hanno del ridicolo e dell’inverosimile, nel rappresentare la totale inadeguatezza di tutte le figure professionali coinvolte. Un fallimento professionale che non ha precedenti.

Claudio è un cittadino, padre di famiglia di due bimbi piccoli, è marito e serio lavoratore; oggi anche uno di quelli che viene considerato eroe, visto che con i suoi mezzi di trasporto in tempi di pandemia non si è mai fermato ed è grazie anche al suo operato quotidiano che i cantieri importanti come il Ponte Morandi hanno potuto essere terminati nonostante il Coronavirus e la malattia COVID-19 che ha fatto migliaia di vittime.

Nel marzo del 2015 incappa nello sfortunato incontro con la SDL Centrostudi e fiducioso delle parole di un suo caro amico sulla serietà dell’azienda, affida alla società l’analisi di un conto corrente. Si grida subito all’usura, girano cifre appetitose e dalla perizia risulta che la banca gli deve restituire € 113.874,28 oltre interessi.

La SDL Centrostudi lo affida al suo avvocato convenzionato Michele Gallucci che, come da tipico protocollo “sdelliano” incardina subito una causa civile per il recupero del credito di Claudio presso il Tribunale di Roma. Sentenza n. 3087/2019 pubbl. il 11/02/2019
Non poteva immaginare che la firma di quel contratto con SDL fosse l’inizio della sua pena, la trasformazione della sua vita in anni di angherie e ansie continue per tutta la sua famiglia.
Si, perché i disgraziati eventi che si concatenano in questa storia sono di fatto ancora oggi fonte di assurde preoccupazioni continue.

Dietro vari solleciti del 2015 da parte dell’avvocato Michele Gallucci che esorta per iscritto Claudio ad agire contro la banca, cito una mail:

“In riferimento all’azione giudiziale, in considerazione dell’orientamento della giurisprudenza di legittimità che si sta manifestando in questo periodo, Ti consiglio vivamente di procedere, nel più breve tempo possibile, alla chiusura del conto corrente. Con la chiusura definitiva del conto corrente nonché del conto apertura di credito (mancato utilizzo del fido), possiamo richiedere, con un’azione di accertamento e conseguentemente di condanna l’importo oggetto della perizia (circa € 130.000,00 compreso di effetti anatocistici) oltre alla corresponsione degli importi addebitati a titolo di interessi passivi bancari per gli anni precedenti alla valutazione della perizia, in virtù della produzione documentale da parte dell’Unicredit del contratto originario di apertura di credito e di tutti gli estratti conto.”

rassicurato anche dalla copertura legale assicurativa ITAS stipulata da SDL per conto del beneficiario del contratto GOLD, si appresta a chiudere il conto corrente bancario oggetto di perizia ed invia all’avvocato convenzionato con SDL, Michele Gallucci, tutta la documentazione per procedere.

Silenzio fino ad ottobre 2016 dove l’avvocato Michele Gallucci informa SDL, ufficio [email protected] e il loro cliente, Claudio, che una udienza prevista per il 18 ottobre 2016 è stata rinviata il 10 gennaio 2017. Poco male, nulla di preoccupante!

Il caos scoppia a metà dicembre 2016 quando l’avvocato Michele Gallucci informa Claudio che già far data del 25 novembre, l’avvocato ha deciso di risolvere la convenzione professionale con SDL, quindi il 21 dicembre rimette il mandato a Claudio invitandolo ad andare a prendersi i documenti e inoltrandogli un bella richiesta di pagamento delle proprie competenze mai vista e mai nemmeno palesata e discussa prima di quel momento di irrigidimento dei rapporti tra SDL e il Gallucci.

In ossequio al contratto firmato e pagato alla SDL, Claudio tiene costantemente informato di quanto gli sta accadendo nei rapporti con Gallucci, il dott. Piero Calabrò allora presidente della SDL, ma nulla di fatto: nessuno dei soggetti pare dotato di buon senso, anzi ben presto si renderà conto di essere l’unico soggetto a pagare le spese di questa guerra interna tra SDL e avvocati convenzionati.

A questo punto ci sarebbe da chiedersi … e l’udienza del gennaio 2017? Che fine fa?
La risposta è molto semplice tutti i soggetti che si professano “professionisti” a anche “esperti” in materia bancaria se ne fregano e nessuno si presenta.

SDL, in attesa che il suo presidente, dott. Piero Calabrò, appiani i contrasti sorti con l’avvocato Michele Gallucci, affida Claudio all’avvocato Monica Pagano “legale di direzione” per la fase conclusionale della causa, che ovviamente si risolve con un nulla di fatto: i promessi € 113.874,28 oltre interessi, certificati, periziati e valutati dagli “espertoni” del diritto bancario si rivelano un sogno infranto. Anche qui la meta promessa non è stata raggiunta, ed è la stessa avvocato Monica Pagano a contestare l’operato del collega Michele Gallucci per responsabilità professionale in capo a questa causa.

Se questa storia finisse qui sarebbe una delle tante che abbiamo già sentito e resterebbe nel limite della decenza. Tuttavia, sappiamo bene trattandosi di “SDL World” che non c’è limite al peggio, c’è sempre spazio per degenerare ed è questo il caso di questa storia.

Claudio, dopo aver visto sfumare per sempre il suo sogno di vedersi accreditare € 113,000 circa sul suo conto corrente, viene anche attaccato da tutti, TUTTI, i professionisti che, smemorati, dimenticandosi le promesse di strabilianti recuperi economici, pretendono di essere pagati per servizi totalmente inutili, anzi a mio parere totalmente controproducenti per la persona stessa.

Il primo ad avanzare pretese è proprio l’avvocato Michele Gallucci, disattende le pattuizioni intercorse direttamente tra il medesimo e il presidente di SDL Centrostudi, l’ex magistrato dott. Piero Calabrò, uscite anche mediante comunicato stampa (ancora on-line) che qui riporto:

“OGGETTO: COMUNICATO CONGIUNTO SDL CENTROSTUDI E AVV. MICHELE GALLUCCI
Gentili Clienti,
siamo con la presente a significarVi che SDL Centrostudi S.p.A. e l’Avvocato Michele Gallucci hanno definitivamente chiarito le pregresse problematiche determinate da un difetto di comunicazione ormai risolto specificando…
1. SDL rinnova la piena fiducia nell’operato e nella professionalità dell’Avv. Gallucci che, da parte sua, conferma la professionalità, serietà nonché la piena fiducia nell’operato di SDL;
2. L’Avvocato Gallucci dichiara con il presente comunicato l’annullamento di tutte le pro forme che sono state inviate ai vari clienti non conformi alla convenzione stipulata con SDL;
5. Nei confronti di quei clienti che hanno revocato nonché per i quali lo stesso Avv. Gallucci ha presentato rinuncia al mandato difensivo, il predetto professionista non avrà nulla a pretendere per le attività professionali svolte e la società SDL provvederà ad assegnare nel minor tempo possibile altro legale convenzionato senza alcun ulteriore onere rispetto a quelli contrattualmente previsti.”

bene, tutto chiaro e sistemato, e invece no! L’avvocato Michele Gallucci disattendendo quanto da lui stesso concordato incardina contro Claudio una causa civile presso il Tribunale di Roma per l’importo della parcella da lui pretesa, importo richiesto € 10.668,76.

Richiede via mail il pagamento dei compensi anche un altro avvocato, l’avvocato Monica Pagano per € 12.291,20, subentrata su richiesta di SDL a Gallucci solo in fase conclusionale della causa e che lei stessa è stata la prima a contestare la responsabilità professionale dell’operato del suo collega, la quale poi rinuncia e annulla la proforma.

Agisce in giudizio invece anche SDL Centrostudi, mediante Decreto Ingiuntivo, chiedendo pure la provvisoria esecuzione, con la pretesa economica di un importo pari a € € 12.153,00 – cito:

“…importo corrispondente al saldo del 25% del vantaggio economico – minor debito di Euro 39.846,15, ottenuto dalla cliente in seguito alla conclusione della vertenza con Unicredit S.p.a., definita con la Sentenza n. 3087/2019 emessa dal Tribunale di Roma in data 6.2.2019 e pubblicata in data 11.2.2019”

MINOR DEBITO???? Ma, Claudio non era a credito della banca di € 113.874,28 oltre interessi????

La storia raccontata fino a qui ha già raggiunto un livello elevato di assurdità, ciò nonostante si può ancora peggiorare e così sarà.

Il motivo dell’esposto presentato da SOS Difesa Legalità nei confronti dell’avvocato Michele Gallucci

I social network non sono un gioco, non si usano per ridere e non ci si scherza, solo un idiota può pensare che visti i miliardi di € spesi da milioni di aziende in advertising (pubblicità per noi mortali) sui social costituiscono un luogo dove ti arroghi di prendere letteralmente per i fondelli un altro utente, vessarlo o schernirlo.
Bando agli scherzi i social network sono costantemente controllati dalle forze della Polizia di Stato per reati seri, quali lo stalking, il bullismo, reati come il Phishing, etc. potrei andare avanti ore sulla descrizione di ciò che avviane anche nei social network, e non serve essere solo adolescenti per cadere in un episodio di bullismo.

I social sono fonte (ancora non accertata) ma in fase di approfonditi studi scientifici in materia di suicidi relativi anche alle truffe sentimentali, truffe di investimenti, … e c’è qualcuno che li usa per ridere e per scherzare, mah!

I commenti dell’avvocato Michele Gallucci li ho trovati eccessivi in ordine al decoro deontologico che dovrebbe tenere un serio professionista forense.

Rispondere via social ad un utente augurandogli “tanta fortuna per la sua casa” quando è lo stesso professionista ad aver pignorato il bene per la sua parcella dopo aver concordato con SDL che avrebbe ritirato le notule e non avrebbe preteso più nulla, ed anzi non ha pignorato solo la casa bensì conti correnti e i mezzi di lavoro, oppure esortarlo pubblicamente ad attivarsi per muovergli “la sua causa per responsabilità professionale nei miei confronti…non mi faccia attendere troppo perché è dal 2017 che mi diffida…il sinistro è già aperto..”, io li ho trovati non solo di cattivo gusto ma anche un gesto di bullismo, in forza anche del fatto che un avvocato ha un accesso alla giustizia molto più veloce rispetto ad un normale cittadino, e il normale cittadino deve pagare un altro avvocato per veder fatta giustizia, che non è cosa di poco conto.

Ed è qui che questa storia manifesta un gioco perfido di rivalsa dinnanzi ad un soggetto infinitamente più debole rispetto ad un professionista avvocato, è questa la parte che mi indigna di più e spero faccia vergognare la vera categoria professionale degli avvocati.

Un caso di stalking giudiziario? Ce ne sono stati altri in passato, vedremo con il tempo se anche questo rientrerà in quei casi e da qui obbligo ripercorrere altre tappe di questa vergognosa vicenda.

Claudio, dell’importo richiesto di € 10.668,76, da parte dell’avvocato Michele Gallucci ha già corrisposto € 1.831,80 nell’aprile 2015 così come a suo tempo aveva pagato la perizia redatta da SDL Centrostudi, ha poi versato un ulteriore acconto di € 3.000,00 in giugno 2019 dopo aver cercato un componimento bonario attraverso il suo avvocato, dopo ordinanza ottenuta in data 14/5/2019 da avvocato Gallucci su Tribunale di Roma

Tanto per chiarire e sottolineare:

  • Gallucci ottiene un’ordinanza il 14/5/2019;
  • notifica il 27/5/2019 il precetto a Claudio, giusto il tempo per far apporre dalla cancelleria la formula esecutiva sull’ordinanza;
  • Claudio emette un bonifico di € 3.000 a favore dell’avvocato Michele Gallucci;
  • nonostante il bonifico, Gallucci agisce subito, sulla base del precetto del 27/5/2019 con pignoramento dei conti correnti e degli automezzi, questi pignoramenti non vanno a buon fine ma l’avvocato Michele Gallucci non li svincola. Le banche le ha svincolate solo a febbraio 2020, dopo quindi ben 7 mesi dalla notifica del pignoramento, quindi si sottolinea che le banche senza ordine del giudice o senza comunicazione del creditore che ha notificato l’atto di pignoramento sono obbligate a tenere il conto bloccato, bel danno;
  • il pignoramento mobiliare (sui mezzi) è ancora attivo perché a Claudio non è stato comunicato alcuno svincolo;
  • il 16/8/2019 (quindi in pieno periodo di ferragosto), l’avvocato Gallucci notifica a Claudio un altro precetto e dopo esattamente i 10 gg canonici indicati sull’atto (che generalmente nessuno rispetta così fiscalmente) il 27/8/2019 notifica il pignoramento della casa;

praticamente in appena tre mesi dall’emissione dell’ordinanza (metà maggio- metà agosto), l’avvocato Gallucci ha notificato due pignoramenti presso terzi (sulla banca del conto aziendale e sulla banca del conto personale) un pignoramento mobiliare sugli automezzi e un pignoramento immobiliare sull’abitazione dove Claudio vive con la sua famiglia.

Con tutti gli atti concomitanti già ricevuti da parte dell’avvocato Gallucci, Claudio ragionevolmente va in confusione e pensa si tratti sempre degli stessi procedimenti già notificati, e sul quale si è attivi sempre in una composizione bonaria ma senza grossi risultati.
Claudio scopre a gennaio 2020 che gli è stata pignorata la casa perché riceve la telefonata del perito nominato dal Tribunale che deve prendere appuntamento per fare la valutazione dell’immobile.
A quel punto vorrebbe anche cercare di liberare l’immobile ma non si può muovere perché i conti sono bloccati e quindi, non avendo la liquidità, chiede aiuto al padre.

Quindi gli comunicano che la casa è pignorata per una parcella che a conti fatti oggi dagli importi sopra esposti se partiamo dai € 10.668 togliamo i € 3.000,00 e i € 1.831,00 oggi abbiamo un totale rimanente di € 5.840 circa … ora, la mia domanda è: “questo comportamento, secondo voi lettori, è o non è un abuso?”

Non è forse un abuso vedersi promettere ingenti ricavi provenienti dalla causa contro la banca per circa € 130.000,00 e trovarsi oggi per circa € 5.900 con i mezzi aziendali, i conti correnti e la casa dove vivono i tuoi figli pignorati?

Ma vi è di più … con l’avvocato Michele Gallucci non si riesce a trovare un canale di comunicazione educato ed equilibrato e lo dimostra il fatto che, tolti gli acconti ricevuti “parrebbe creditore“ ancora di una somma pari a € 5900, in realtà la sua richiesta con conseguente pignoramento prima diventa € 9.000 circa, poi si trasforma in una richiesta di € 11.000 che diventa poi € 13.000 – leggo in una mail che gli è stato offerto importo pari a € 13.000 dopo che i genitori di Claudio sono riusciti ad avere un finanziamento, ma a quel punto l’avvocato Michele Gallucci ne ha richiesti € 18.000, … ora in periodo di sospensione dei Tribunali dato che le udienze per i pignoramenti immobiliari sono state rinviate a Ottobre, ha promosso un’altra azione esecutiva per € 11.000

Pare che per le cifre relative ai suoi compensi, l’avvocato Michele Gallucci tiri i numeri a caso prendendoli dalla lotteria, sulla ruota di Torino.

Guarda caso, pare strano, mai le cifre richieste per i suoi “presunti” compensi non sono mai stati parametrati ai reali valori di causa, ossia non i € 130,000 promessi e mai arrivati ma al massimo alla cifra corrispondente rilevata dalla perizia del CTU del Giudice di Roma corrispondente a € 39.846,15, e come lui non lo ha fatto nessun avvocato della SDL Centrostudi, nemmeno l’umiltà di mettere in discussione le cifre delle perizie. 

Certo sarebbe sconveniente decretare che ci troviamo davanti a degli esperti in “guadagni facili” e senza sforzi abusando anche degli strumenti giudiziali!

Non allego nulla a questo articolo, perché ho deciso in questo momento, con i crampi allo stomaco dopo aver finito di raccontare questa spregevole vicenda che questo oggi non è un “articolo” e non è nemmeno un “post “, rinnego tutti i termini tecnici del web, perché questa è una mia nuova forma di protesta

Con questo scritto protesto formalmente contro questi comportamenti e invito tutti gli enti competenti a vigilare e tutelare sulle ingiustizie, sugli abusi, nella speranza che tra i magistrati e dai consigli dell’ordine arrivino segnali di fermezza.

I documenti ovviamente sono a completa disposizione degli enti competenti.