Avvocato SDL Centrostudi condannato dal Tribunale di Sassari

da | Lug 22, 2020 | Il caso SDL Centrostudi SPA, Legalità | 0 commenti

SDL Centrostudi e la rete dei propri avvocati associati, sono diventati un problema professionale, etico e stanno sollevando dei veri e propri casi giudiziari.

Una nuova storia di ingiustizia, ma qui giustizia è stata fatta. Ci ha pensato il Tribunale di Sassari ad emettere una eccellente sentenza che lascia pochi dubbi interpretativi sul rapporto di convenzione tra avvocati e la società SDL Centrostudi.

Resta l’amarezza, e la presa di coscienza sociale da parte di tutti noi, che la nostra classe professionale forense, senza dubbio, stia perdendo il carisma dei grandi del passato e stia, nemmeno poco lentamente, scivolando sulla via di un declino senza ritorno.

Fare l’avvocato non è mai stao un mestiere in generale bensì è una vera e propria “missione” professionale che, a questo punto, non deve avere un accesso semplicistico per tutte le persone, competenze, formazione, semplicità e deontologia sono valori e doti  necessarie incontrovertibili.

La storia di R. contro l’avvocato convenzionato di SDL Centrostudi

R. si rivolge all’organizzazione per la tutela dei diritti SOS Difesa Legalità, nel maggio del 2019, mi chiama al mio numero di cellulare e mi espone la sua problematica, riporto:

R: “…Ho letto il tuo blog, io, come tanti, sono un cliente di SDL Centrostudi e alcuni anni fa ho sottoscritto il contratto Gold coperto dalla polizza assicurativa ITAS. Nel dicembre 2018 è stata emessa la sentenza, purtroppo, come per tanti, sono stato condannato dal Tribunale che ha bocciato le perizie della SDL Centrostudi.

Oltre al danno la beffa, perché l’avvocato, incaricato da SDL Centrostudi a seguire la pratica dal punto di vista legale, ora mi chiede una parcella di circa € 20.000,00 che, per effetto del contratto che ho sottoscritto con la SDL Centrostudi non sono dovuti.

Inoltre la stessa SDL Centrostudi asserisce che la convenzione tra l’azienda e l’avvocato che si è convenzionato con loro, non può emettere parcelle diverse da quello che è stato pattuito mentre vi è il diritto di incassare da parte loro una percentuale pari al 25% solo in caso di vittoria.

Cara Deborah io ho eseguito alla lettera tutto ciò che per contratto era mio dovere, ho sempre pagato sia SDL che l’avvocato e di questa situazione, la richiesta di parcella di € 20.000, MAI prima del momento della soccombenza mi è mai stata comunicata da nessuno.

Ho quindi informato la stessa SDL Centrostudi inviandogli le richieste economiche del loro avvocato, per fartela breve iniziano a scriversi e a contestarsi l’uno con l’altro, volano anche parole pesanti … ma più di li non si va. Nessuno pensa ad aprire il sinistro alla ITAS impegnati nella loro schermaglia, a chi offende di più , entrambi non sono interessati al fatto che sono stato condannato a pagare alla banca delle pesanti spese per aver perso la causa e in ultimo la sorpresa di un salasso di spese dell’avvocato di SDL Centrostudi.

Pochi giorni fa ricevo a casa una busta dove c’è un atto giudiziario, è l’avvocato convenzionato con SDL Centrostudi che mi cita in giudizio per recuperare la parcella, immediatamente invio tutto via e-mail alla SDL Centrostudi dalla quale non ho ricevuto nessuna risposta. Mi farebbe molto piacere sentirti per telefono perché avrei bisogno di alcune delucidazioni e se può anche di un consiglio su cosa devo fare, sono stato lasciato solo e ora mi devo difendere dall’avvocato con pretese ingiuste e MAI a me manifestate.”

Eccoci qui ci troviamo di nuovo di fronte a richieste economiche MAI PATTUITE da parte degli avvocati convenzionati con SDL Centrostudi, dico di nuovo perché per me non è una novità, molti cittadini che hanno firmato un contratto con SDL Centrostudi si sono ritrovati con questa amara sorpresa.

Il punto della situazione ad oggi

R. è rappresentato e difeso dall’Avv Marcello Colamatteo, professionista impegnato anche nella difesa delle parti civili nel procedimento penale contro BNL che vede Luigi Abete presidente della banca rinviato a giudizio per i reati di usura.

Il giro è stato magnifico, un amico di un amico, di un amico di amici, di amici di amici comuni, (… ahahah …) legati a questo magazine mi hanno portato a conoscere di virtualmente l’Avv Marcello Colamatteo e, a questo giro va detto, mi fregio di aver condiviso e collaborato con lui tutto quanto era possibile per una puntuale difesa di R. che Avv Colamatteo ha assunto.

Va sottolineato quindi che l’organizzazione per la tutela dei cittadini SOS Difesa Legalità, voluta e sostenuta fortemente da tutti voi, fa una precisa selezione di Avvocati (Avvocato con la A maiuscola) che hanno, (nonostante notorietà e seria professionalità già acquisita nel tempo su temi importanti), una visione d’avanguardia nell’approcciarsi a novità lavorative, l’umiltà di lavorare anche in un team di lavoro con professionisti diversi e competenze diverse e la voglia di creare seriamente uno stato di diritto e tutela della legalità.

Con la sentenza di oggi c’è la certezza che siamo sulla strada corretta. Ancor di più nel post COVID-19, una rete seria, unita di diverse professionalità, e dei cittadini coesi e decisi diviene uno dei capisaldi del concetto principe che la legalità è un bene prezioso che tutti noi siamo chiamati a tutelare, e lo facciamo UNITI. Potrebbe non essere più un solo sogno, ben presto potrebbe essere realtà da toccare con mano.

Sulle illecite parcelle richieste dagli avvocati (a minuscola) convenzionati con la società commerciale SDL Centrostudi si era già espresso il Tribunale di Trani, (leggete per approfondire), respingendo come illegittime le loro pretenziose richieste e condannando il loro presuntuoso comportamento. Sull’emergenza di possibili illeciti comportamenti, a più ampio spettro, da parte degli avvocati della SDL Centrostudi è stato depositato un maxi-esposto nel 2019, sui casi singoli di comportamenti assurdi con richieste assurde economiche e, lo dico chiaro, per me anche illegittime come già dal 2015 sostengo, ho già riportato a livello editoriale anche il caso dell’avvocato Michele Gallucci  che lo vede sfacciatamente postare sui social tutta la sua virtuosa arroganza.

Sassari però, oggi, è la perla di sentenza di cui avevamo bisogno, qui si entra nel merito … e si costruiscono, unitamente a Trani, dei precedenti utilissimi per aiutare chiunque di noi che si trovi di fronte a delle richieste di parcelle MAI PROSPETTATE E PATTUITE.

Tribunale di Sassari, la battaglia giudiziaria di un ex cliente SDL Centrostudi contro l’avvocato convenzionato con la SDL Centrostudi

Ecco a voi la sentenza del Tribunale di Sassari del Giudice Presidente Relatore Dottoressa Ada Gambardella a questo link la potete visionare e leggerla in totale autonomia.

Insieme, per citare il “Gallucci” alle mie “semplici sintesi giuridiche” (😂), che per me che ho studiato l’italiano sono i commenti, vediamo i vari passaggi che determinano la grande importanza sulla materia dei compensi professionali, altro “caos” messo in piedi dalla SDL Centrostudi, cito:

Ha agito l’avv. Mario Fois per ottenere dai convenuti il pagamento delle competenze maturate per averli rappresentati e difesi nel contenzioso bancario… . Ha chiesto dunque la condanna al pagamento della somma di Euro 20.655,00 (stante l’acconto versato)… .

Dette pretese sono state contestate dai convenuti che hanno rilevato di aver stipulato in data 25.5.2015 ( e dunque prima di rilasciare la procura alle lite al ricorrente) con la S.D.L. Centrostudi s.p.a. un contratto per l’emissione di una perizia de veritate sul tasso di interessi applicato dalla banca avversaria secondo la formula del Contratto Gold; hanno assunto che detto accordo prevedeva l’obbligo di conferire il mandato al professionista indicato dalla società (sia per la difesa tecnica che per quella legale e processuale) ma anche una tutela assicurativa per il caso di soccombenza, visto l’impegno assunto dalla società di manlevare dal rischio di soccombenza anche quanto al compenso del proprio legale.

Hanno richiamato in particolare gli artt. 8 e 14 del contratto, sostenendo così di non dover più nulla all’avv. Fois oltre quanto già versato (Euro 1.050,00, oltre accessori di legge), evidenziando come secondo contratto il solo caso in cui l’avvocato avrebbe avuto diritto al compenso come da ordinario tariffario forense sarebbe stato quello della revoca del mandato.

Tralascio i particolari riportati in sentenza relativi alla polizza assicurativa ITAS e alla SDL Centrostudi perché credo sia doveroso dedicare un articolo a parte che entra nel dettaglio dell’intricato triangolo commerciale riferito alla SDL Centrostudi, alle assicurazioni Roland, ITAS e Lloyd’s e alla partecipazione degli avvocati che hanno scelto VOLONTARIAMENTE di convenzionarsi commercialmente con la società SDL.

Il Giudice, in merito a questo contenzioso, si pone subito un quesito molto importante, che è la stessa identica domanda che attanaglia tutti noi da tempo, ossia da quando tutti gli avvocati convenzionati con la SDL Centrostudi (ai quali siamo stati affidati senza aver voce in capitolo), e attraverso l’opera dei quali siamo finiti TUTTI a perdere le cause contro le banche (e non ditemi che anche questo è un caso perchè non ci credo), si sono messi TUTTI d’accordo nell’emettere parcelle extra, mai manifestate durante il corso di causa nel rapporto con l’assistito.

Tutti coesi gli avvocati di SDL Centrostudi si sono dimenticati di rappresentarci le spese del giudizio, il silenzio assoluto con tutti i clienti, fino a quando, guarda un pò, hanno scoperto che le cause che avevavo incardinato, semplici copia ed incolla, crollavano rovinosamente una ad una, intasando solo i Tribunali, facendo perdere tempo ai Giudici, suffragnado il potere bancario, mettendoci nei guai con le segnalazioni in Centrale Rischi, portandoci ad indebitarci per pagare le spese di soccombenza o peggio …la perdita delle case finite all’asta e il fallimento delle aziende, delle famiglie.

Sempre guarda il caso, ad un certo punto, circa anno 2018, tutti gli avvocati convenzionati con la SDL, e dico TUTTI in tutta Italia, si sono compattati in una sorta di copia del “Rinnegamento di Pietro”  e si sono messi a rinnegare SDL Centrostudi e a rigettare il fatto che erano perfettemente consapevoli di essere seguaci convinti dell’azienda.

Si, ma questo non per le teorie delle proposte nelle perizie, bensì solo seguaci della valanga di denaro che entrava negli studi legali, per la felicità di tutta la categoria convenzionata.

Così la Presidente Giudice Ada Gambardella si interroga e si chiede, come riportato:

E’ indiscutibile che la presente controversia, che prima dell’quantum investe l’an della pretesa ai compensi, …

Traduco il “legalese” nel nostro italiano di popolo, prima di pronunciarsi sulla sola quantificazione dei compensi la questione investe anche la domanda se sono dovute le pretese economiche richieste. 

L’an debeatur e il quantum debeatur sono le due locuzioni latine che costituiscono le due problematiche principali intorno al danno.

Continua il Giudice in sentenza:

Sempre in punto di rito si osserva come non vi siano ragioni ostative a che la materia di giudizio (che certamente è quella dei compensi reclamati dall’avvocato) possa arricchirsi di altre domande strettamente conseguenti a quella, come appunto le domande di garanzia che per economia processuale devono trovare spazio anche nello speciale contenzioso che occupa. … è necessario prima verificare la sussistenza del diritto dell’avv. Fois agli ulteriori compensi.

È pacifico che il ricorrente abbia ricevuto dagli avversari l’importo di Euro 1.050,00, oltre accessori, a titolo di acconto secondo la sua prospettazione o a tacitazione di ogni altra pretesa secondo i suoi assistiti. Ed è altrettanto pacifico che il ricorrente abbia ottenuto dai signori … l’incarico professionale perché parte di quel gruppo di professionisti specializzati che hanno stipulato una convenzione di collaborazione con la S.D.L..

È quindi pacifico che nessuno di noi ha scelto liberamente questi avvocati e che nessun di noi è stato correttamente erudito sui compensi reali, sui rischi di causa annessi ad un contenzioso giudiziario contro le banche e quel che è peggio è che nessuno di noi poteva contare sull’onesta intelletuale della verifica della perizia da parte degli avvocati a cui siamo stati affidati, e come poteva essere diverso … questi avvocati (a minuscola) non erano certo professionisti forensi liberi, bensi erano su libro paga di SDL Centrostudi e noi, in questa storia abbiamo avuto solo il ruolo di essere i loro bancomat quotidiani attraverso il versamento degli importi richiesti in contratto.

Una storia giuridica che collega direttemente il contratto GOLD al contratto di convenzione tra SDL Centrostudi e gli avvocati convenzionati.

Ora, esaminando l’art. 7 del contratto stipulato dal Sig … si apprende che il compenso versato per la perizia econometrica avrebbe dovuto comprendere l’attività stragiudiziale e di mediazione affidata a professionista abilitato, indicato o suggerito. Secondo il successivo art. 8 nel caso in cui per il recupero del credito si fosse reso necessario ricorrere ad un giudizio, il mandato avrebbe dovuto essere conferito ad un avvocato suggerito dalla S.D.L., i cui onorari non sarebbero stati compresi nell’importo già pagato, in quanto non inclusi nell’accordo per la perizia, ma avrebbero dovuto essere ulteriormente versati secondo costi stimati in Euro 700,00 oltre accessori (Euro 350,00 per il domiciliatario) per ogni posizione e in Euro 1.000,00/1.200,00 per la perizia di parte, oltre a contributo unificato (per legge) e ai costi della consulenza tecnica d’ufficio, come liquidati dal Giudice. Questi importi vengono indicati dal contratto – salvi eccezionali casi di urgenza o di complessità – come il solo esborso per il cliente per tutta la durata del giudizio e fino alla pronuncia della sentenza e sempre secondo la convenzione il particolare favore dei costi di difesa è ancorato proprio alla scelta come difensore di uno dei professionisti indicati dalla società, tant’è che in caso di revoca del mandato si prevede la cessazione di questo trattamento economico assai vantaggioso perché “scatterà in capo al professionista il diritto a richiedere quanto previsto dal D.M. Giustizia n. 55 del 13/10/2014 (che richiama l’art. 2223 c.c. oltre alla procedura di ingiunzione prevista dall’art. 633 c.p.c.) il pagamento dei propri onorari e competenze maturati per l’attività svolta fin a quel momento”.

L’accordo in tal senso è molto chiaro, prospettando o la prosecuzione dell’incarico professionale fino alla definizione del giudizio con prezzo di assoluto favore o la revoca del mandato e la riviviscenza del diritto ai compensi tariffari.

Date un occhio al vostro contratto GOLD e cercate gli articoli 7 e 8 in esso contenuti confrontandoli con la disamina del Giudice che stabilisce che “l’accordo in tal senso è molto chiaro”.

Il contenuto della convenzione in punto di compensi del difensore non sarebbe di per se’ opponibile al professionista, certamente terzo rispetto al contratto. Ma lo diviene, se si legge la convenzione unitamente a quella stipulata dall’avv. Fois con S.D.L. che poi, come già osservato, è l’accordo in forza del quale egli è stato investito dell’incarico professionale ricevuto dai convenuti.

La lettura congiunta in questione deriva dall’evidente collegamento negoziale che coinvolge le due convenzioni che, pur essendo distinte, partecipano ad un unico comune obiettivo, quello di offrire il supporto tecnico (contabile e giuridico) necessario perché possano accertarsi profili di illegittimità nei rapporti bancari e possa eventualmente ripetersi dalla banca quanto ingiustamente versato. Tale finalità, infatti, richiede l’impiego di plurime professionalità di elevata specializzazione che la S.D.L. si è impegnata ad offrire proprio grazie agli impegni assunti dai singoli esperti.

È per effetto di tale collegamento negoziale che si è verificato tra le due convenzioni un significativo reciproco influenzarsi, per cui la disciplina dell’una si è comunicata anche a quella dell’altra, ed è proprio l’autonomia negoziale delle parti che consente di superare l’obiezione dell’avv. Fois per cui, non avendovi partecipato, gli accordi intercorsi tra i convenuti e la S.D.L. non gli sarebbero opponibili.

per raggiungere tale conclusione non sono necessari neppure particolari sforzi interpretativi del contratto, dal momento che l’art. 3 lettera c) della convenzione conclusa dal ricorrente prevede che l’avvocato, proprio in ragione del fatto che il cliente prima del conferimento del mandato alla lite ha sottoscritto il contratto con S.D.L., non possa pretendere dall’assistito somme o emolumenti maggiori o diversi da quanto già stabilito, eccezione fatta per le spese vive di notifica e di contributo unificato. E tale concetto viene anche ribadito nella successiva lettera d), in cui si chiarisce che, nonostante la procura sia rilasciata all’avv. Fois dai clienti (e dunque nonostante in forza del mandato si instauri un rapporto professionale diretto tra avvocato ed assistiti), proprio perché il cliente ha sottoscritto prima del conferimento del mandato alla lite il contratto con S.D.L. (appunto quello inerente la perizia de veritate), è assolutamente vietato chiedere somme ulteriori o diverse (da quelle pattuite tra il cliente da S.D.L.).

Di fatto, tutta la convenzione conclusa con il professionista è permeata di elementi che depongono per il collegamento negoziale con il contratto concluso tra S.D.L. e cliente e con lo stesso mandato professionale, la cui gestione è tutt’altro che rimessa alla libera iniziativa dell’avvocato, visti i limiti e gli obblighi cui egli si deve attenere financo nella scelta del perito di parte, nella valutazione delle proposte transattive, nelle modalità di richiesta di tutela giudiziaria, etc.

Gli stessi compensi di cui alla tabella allegata alla convenzione sono modellati e quantificati sulla base dell’andamento e dell’esito della vertenza (giudiziale o meno). Conclusivamente, deve ritenersi che i limiti del costo della difesa pattuiti con la convenzione stipulata dai convenuti con S.D.L. ed anche espressamente richiamati dalla convenzione conclusa tra la società e il ricorrente (e detto richiamo sarebbe di per se’ sufficiente ad escludere ogni ulteriore pretesa del professionista anche senza percorrere la strada del collegamento negoziale) in forza del citato speciale rapporto tra le convenzioni siano comunque opponibili all’avvocato che nulla di più potrà pretendere.

Lieto fine con sorpresa finale

Le pretese economiche dell’avv Mario Fois vengono quindi rigettate dal Tribunale di Sassari e R. esce vincente da questo contenzioso.

Ne esce vincente anche la SDL Centrostudi alla quale viene riconosciuta parte della penale prevista nell’accordo di convenzione tra l’azienda e l’avvocato, cito:

Va ora affrontata la riconvenzionale proposta da S.D.L. fondata sulla previsione della penale di Euro 15.000,00 a carico dell’avvocato che richieda una parcella maggiore di quanto concordato con la società.

La lettera della clausola è estremamente chiara ed ancora il pagamento della somma al semplice fatto che, come nel caso che occupa, siano richiesti compensi maggiori e a prescindere, dunque, dal loro effettivo pagamento.

Ritiene, tuttavia, il Tribunale che l’importo previsto di Euro 15.000,00 sia davvero eccessivo e a tale conclusione perviene considerando gli elementi emersi in giudizio, quali il tipo di inadempimento posto in essere (l’obbligazione principale è stata comunque interamente assolta) e il quantum della prestazione eseguita in favore del ricorrente. Va, ancora, valorizzata la mancata allegazione di specifici elementi utili a comprendere quale particolare interesse avesse la società a che non venissero richiesti compensi ulteriori in modo da giustificare una penale così significativa.

Nell’esercizio dei poteri che l’ordinamento attribuisce al Giudice allo scopo di ricondurre a maggior equilibrio le posizioni contrattuali si ritiene di dover ridurre la penale ad Euro 500,00, somma al cui pagamento in favore della terza S.D.L. il ricorrente deve essere condannato.

L’esito del giudizio giustifica la condanna dell’avv. Mario Fois alla rifusione delle spese di lite in favore non solo dei convenuti ma anche delle terze chiamate in causa, il cui coinvolgimento in giudizio è dipeso dalle domande spiegate in ricorso (valga per S.D.L. anche il rilievo per cui, sia pure con la riduzione, la sua domanda di condanna al pagamento della penale ha trovato accoglimento).

Riflessioni e un pò di sano sarcasmo

A tutti quelli che dicono sempre “la giustizia in Italia non esiste” consiglio di smettere di guardare la TV e apprezzare la profondità di analisi dei documenti che vengono sottopsosti ai Giudici che lavorano veramente sul campo quando abbiamo bisogno di un loro parere per tutelare uno dei nostri diritti.

Dirò di più, ed è esperienza diretta, in caso di contenzioso con terze parti e tensione nei rapporti avere al fianco un Avvocato (A maiuscola) al posto di un avvocato (a minuscola) non fa solo la differenza in Tribunale, ma spesso (e mi è capitato) ti ripara anche dall’intraprendere cause inutili. Personalmente preferisco pagare una buona consulenza e dare mandato ad un Avvocato (A maisucola) che mi tuteli fuori da un Tribunale e che veda il promuovere una causa come ultima ratio = ultima soluzione.

In più, in questo modo, mi sento cittadina collaborativa in un sistema giudiziario che sicuramente necessita di cambiamenti non vi è dubbio, ma ha anche bisogno, per funzionare bene, della collaborazione di tutte le parti in causa, quindi anche dei cittadini, non intasare i Tribunali con cause inutili, costose e con poche probabilità di riuscita, dovrebbe diventare un dovere civile.

Un pò di sano sarcasmo

Cari avvocati convenzionati con SDL Cenrostudi, che dal 2015 avevate anche a disposizione questo magazine per potervi porre qualche domanda in più per ricomporre la vostra onestà intelletuale … mi sa che sono in arrivo sonori schiaffoni per le vostre super parcelle illecite e … ancora … dobbiamo affrontare il tema responsabilità professionale legata alla vostra convenzione con la società SDL Centrostudi. Un autunno caldo!